Quando il sistema ostacola il mercato: il caso della Polonia e degli integratori alimentari
La Polonia ha aggiornato la sua piattaforma elettronica per la notifica dei prodotti alimentari. Sulla carta, la procedura esisteva. Nella pratica, nessuna azienda senza sede in Polonia poteva accedere al sistema.
La conseguenza era immediata: senza accesso al sistema, non c’è notifica. Senza notifica, non c’è commercializzazione legale sul mercato polacco.
Non era un problema di prodotto. Non era un problema di composizione, etichettatura o documentazione tecnica. Era un problema di accesso a una procedura amministrativa che, nella pratica, discriminava gli operatori stabiliti in altri Stati membri dell’UE.
Índice - Index
La barriera
Da gennaio 2026, diverse aziende europee hanno tentato di notificare i propri integratori alimentari in Polonia attraverso il nuovo sistema elettronico. Nessuna è riuscita a completare la procedura.
I tentativi di risoluzione tramite i canali ordinari — richieste all’helpdesk, comunicazioni tecniche — non hanno portato ad alcun risultato. L’accesso restava bloccato.
La posizione giuridica
A quel punto è intervenuto il nostro dipartimento legale. L’analisi non era tecnica, ma giuridica: può un’amministrazione nazionale mantenere una procedura di notifica inaccessibile agli operatori europei che vogliono adempiere ai propri obblighi regolatori?
Secondo il diritto dell’UE, la risposta è no.
La nostra posizione si fondava su:
- Il Regolamento (UE) 2019/515 sul mutuo riconoscimento delle merci, che garantisce che i prodotti legalmente commercializzati in uno Stato membro non possano essere bloccati ingiustificatamente in un altro.
- Il principio della libera circolazione delle merci (articolo 34 TFUE) e il divieto di misure di effetto equivalente a restrizioni quantitative.
- Il principio di non discriminazione in base allo stabilimento, che impedisce a una procedura nazionale di operare, nella pratica, in modo più favorevole per gli operatori nazionali rispetto agli operatori di altri Stati membri.
Abbiamo formalizzato il reclamo dinanzi al Główny Inspektorat Sanitarny (Ispettorato Sanitario Principale della Polonia) e dinanzi al dipartimento polacco per gli affari regolatori, il meccanismo della Commissione europea per la risoluzione delle barriere al mercato interno, ritenendo che il blocco costituisse una barriera ingiustificata al mercato interno.
Il risultato
L’autorità sanitaria polacca ha riconosciuto il problema. Il sistema è stato corretto per consentire alle aziende straniere di accedere alla piattaforma e-Sanepid tramite firma elettronica qualificata (kwalifikowany podpis elektroniczny), la via abilitata per gli operatori non stabiliti in Polonia.
L’Ispettorato lo ha confermato per iscritto in una lettera ufficiale firmata dalla direttrice, Ilona Skwierzyńska, datata 23 aprile 2026.

Da quel momento, le aziende interessate hanno potuto accedere alla procedura, notificare i propri prodotti e proseguire con la commercializzazione sul mercato polacco.
Cosa dimostra questo caso
La regolamentazione degli integratori alimentari in Europa non è una formalità uniforme. Ogni Stato membro ha le proprie procedure, piattaforme e criteri di applicazione. E a volte queste procedure generano barriere — non necessariamente per malafede, ma perché i sistemi nazionali non sono sempre progettati pensando agli operatori stranieri.
Quando accade, ci sono due opzioni: accettare la barriera come un dato di fatto oppure contestarla sulla base del diritto europeo.
In LegaleGo non ci limitiamo a gestire notifiche. Analizziamo i criteri regolatori, individuiamo le barriere amministrative e difendiamo la posizione del cliente quando l’accesso al mercato viene bloccato.
Perché entrare in un mercato europeo non significa solo garantire la conformità del prodotto. Significa anche poter operare alle stesse condizioni degli operatori locali. E, quando necessario, questo va difeso davanti all’autorità competente.